StarPlyr2 2.1

07/07/2008

StarPlyr2, la nuova release della web-radio forse più famosa in assoluto per Mac.

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Liveworldwebcam: in diretta dal mondo intero

07/07/2008

Liveworldwebcam.net è una raccolta di webcam da tutto il mondo suddivise per nazionalità. Ce ne sono migliaia, un ottimo modo per visitare il mondo stando seduti.

Via ¦ Technorati


Twittery 1.0

07/07/2008

Un semplice ma efficace client twitter.

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Spam via mail: Telecom al 2° posto nel mondo

07/07/2008

 

Commtouch ha pubblicato l’Email Threats Trend Report relativo al secondo trimestre del 2008. Dalla ricerca emerge che le tre maggiori telecom ai vertici delle classifiche dei server email “zombie” sono: Verizon, Telecom Italia e Brasil Telecom. Lo studio analizza i trend dello spam nella posta elettronica, puntando particolare attenzione a quei computer “infetti” che propagano messaggi spazzatura/pericolosi via porta 25 a tutte le caselle email esistenti, senza la consapevolezza dell’utente. I Commtouch Labs mettono tra i primi dieci provider mondiali tre delle maggiori telecom nazionali di Brasile, Italia e Stati Uniti. Addirittura quella italiana si classifica seconda in assoluto con oltre 1,2 milioni di zombie attivi. Qui la classifica aggiornata agli ultimi giorni. Nel secondo trimestre dell’anno il traffico di messaggi spam ha toccato un massimo del 94% ed un minimo del 64%, ovvero una media del 77%. Cifre da allarme. La nazione più “colpevole” di questa piaga sarebbe la Turchia con l’11% di tutto i gli zombie. L’Italia è quarta con il 5,9% dietro a paesi come il Brasile (8,4%) e la Russia (7,4%). Gli USA sono solo al nono posto (4,3%, in calo), prima della Cina. L’oggetto più comune per i messaggi spazzatura è quello farmaceutico, con il 40% di tutte le email, in particolare c’è la promozione fasulla della pillolina blu.


DiskAid 1.3

07/07/2008

Lo so, il tanto agognato iPhone non é ancora uscito, ma ci siamo quasi. Nel frattempo ecco una bellissima applicazione: con DiskAid potete utilizzare il vostro iPhone come un normalissimo disco esterno.

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Energia Nucleare: Bene o Male

07/07/2008

Puntata #1: Il nucleare è economico?

L’Università Mit di Boston ha effettuato uno studio, che indica che il costo attuale di un kWh nucleare è di circa 6,7 centesimi di dollaro, contro i 4,2 del carbone e i 3,8 del gas naturale. 
Da uno studio effettuato dall’Università di Pisa emerge invece che il costo del nucleare è di 3 centesimi di dollaro al kWh, quindi più basso di tutte le altre fonti energetiche (rinnovabili e non rinnovabili). 
In linea di massima il costo del nucleare si suddivide nelle seguenti voci: 
- 53% costo di investimento 
- 28% costo del ciclo di combustibile (di cui circa il 6% dovuto all’acquisto dell’uranio vero e proprio) 
- 17% costo di esercizio e manutenzione 
- 2% costo dello smantellamento e recupero del sito

Un aspetto interessante che emerge da questi numeri è che l’uranio incide in maniera limitata sul costo finale dell’energia nucleare (solo il 6%). Questo significa che, anche un raddoppio del prezzo del combustibile, peraltro improbabile data la provenienza dello stesso da diverse parti del mondo (per lo più aree politicamente stabili, come Australia, Kazakistan e Canada), non inciderebbe in modo significativo sul prezzo dell’energia prodotta; pensate che una triplicazione del prezzo dell’uranio porterebbe il costo del kWh nucleare ad un aumento solo del 16%! Questa situazione è decisamente differente da quella del petrolio, il cui prezzo è in costante ed esorbitante crescita. Ormai ha superato la soglia dei 140$ al barile, e pensate che dieci anni fa eravamo a 12$ al barile! Fatto questo sicuramente molto penalizzante per il nostro Paese, poiché l’Italia dipende all’85% dalle importazioni dall’estero, e in media il prezzo dell’energia elettrica è ben più elevato rispetto alla media europea, proprio a causa di un eccessivo sbilanciamento verso i combustibili più costosi in assoluto e passibili di pericolosi rialzi (petrolio e gas naturale). L’uranio, invece, viene oggi estratto da giacimenti molto concentrati a 20 $/kg. Le riserve così accertate ammontano a circa 5 milioni di tonnellate (anche qui, c’è chi parla di 3 tonnellate e c’è chi parla di 10!); se si arrivasse ad estrarre uranio dal mare (dove ci sono 20 miliardi di tonnellate di uranio) potremmo arrivare a dei costi intorno ai 300 $/kg (si stanno facendo delle ricerche in questo senso in Giappone), ma anche in questo ipotetico caso pensate che il prezzo resterebbe paragonabile a quello delle fonti fossili.

Ultimo punto, ragioniamo sul costo al kWh delle fonti rinnovabili . Ecco qui a sopra lo studio commissionato da APER sui costi di generazione elettrica delle singole fonti rinnovabili. Ed ecco che emerge che tutte le fonti rinnovabili costano molto di più del nucleare (sia prendendo come base i dati del Mit sia quelli dell’Università di Pisa). Concludendo: gli studi danno dati discordanti, ma partono da presupposti e ipotesi differenti (quindi difficilmente comparabili). Entrambe le ricerche prese in considerazione indicano chiaramente che i calcoli sono plausibili, ma non effettivamente provati. Un’analisi precisa dei costi dovrebbe considerare molte variabili, tra cui il fattore temporale (non bisognerebbe considerare solo il presente ma anche i miglioramenti delle tecnologie future), oppure gli eventuali costi necessari per contenere entro limiti accettabili l’impatto ambientale di una fonte energetica. Nel mix dei costi dell’energia nucleare, l’uranio incide solo per una minima percentuale, il che significa che anche un forte aumento del costo della materia prima (per qualsiasi motivo geografico-politico) non provocherebbe un innalzamento significativo del costo finale dell’energia. …E ricordiamo che l’uranio è presente in aree politicamente stabili. Si sente spesso la frase che “per svilupparsi il nucleare ha bisogno di aiuti e sovvenzioni”. Vero. Ma attenzione, una frase del genere non significa che sia l’unica fonte di energia che necessiti di contributi statali. Dobbiamo infatti sottolineare che anche le opere eoliche e solari sono attualmente soggette a sovvenzioni dello stato. Ad oggi non esistono conti economici positivi, nè per il nucleare, nè per il solare, nè per l’eolico, a meno di contributi statali. Le fonti rinnovabili costano molto di più dell’energia nucleare. Certo, sono fonti rinnovabili, disponibili a tutti in grandi quantità, quindi devono assolutamente essere sviluppate e incentivate, ma, ad oggi, restano ancora quelle più costose, e non sarebbero in grado di sostituire le fonti fossili.

Via ¦ YesLife


Toyota Prius, a breve un pannello fotovoltaico sul tetto

07/07/2008

Presto la Prius andrà anche a energia solare. La più celebre vettura ibrida combina un motore elettrico a emissioni zero con batterie autorigeneranti e uno a benzina. Per la prossima primavera Toyota sta preparando un completo restyling della vettura. Una delle caratterisitiche più evidenti sarà un pannello fotovoltaico che renderà la Prius la prima automobile commerciale a sfruttare la fonte solare. Secondo l’anticipazione di «The Nikkei», giornale economico giapponese, la fascia alta della vettura che verrà messa sul mercato utilizzerà i pannelli sul tetto per fornire parte dei 2-5 kW necessari per alimentare la potenza dei condizionatori d’aria. Al momento Toyota sta lavorando sul design e su altri problemi di integrazione della struttura. Ancora non si sanno altri particolari, tra cui il prezzo della nuova Prius. I pannelli fotovoltaici dovrebbero essere forniti da «Kyocera», azienda che rifornisce case e fabbriche. Il costruttore intende produrre circa 450mila Prius nel 2009, circa il 60% in più rispetto al 2007. L’energia solare non sarà l’unica novità: l’obiettivo è aumentare le vendite con una vettura che, grazie al nuovo design e al peso inferiore, possa migliorare l’efficienza del carburante. L’idea non è nuova, anche se è la prima volta che all’integrazione provvede lo stesso produttore. Da qualche mese un’azienda californiana, la «Solar electric vehicles» propone l’integrazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, promettendo risparmi di benzina tra il 17 e il 29%.

Via ¦ Sole24Ore


7-10 Settembre: World Computer Congress a Milano

07/07/2008

 

Si svolgerà a Milano dal 7 al 10 settembre 2008 presso il centro congressi di fieramilanocity la ventesima edizione del World Computer Congress, affermatosi nel tempo come il più importante evento culturale mondiale nel campo dell’Ict. La prima edizione si tenne a Parigi nel 1959, l’ultima nel 2006 a Santiago del Cile. Organizzato da Ifip, la federazione internazionale delle associazioni e comunità dell’informatica di 60 paesi, rappresentata in Italia da Aica (associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico), una volta triennale, oggi biennale (la tecnologia cambia in modo incalzante..), il Wcc approda per la prima volta in Italia. Un’altra battaglia vinta da Milano: dopo quella conseguita versus Smirne per l’assegnazione dell’Expo 2015, il capoluogo meneghino ha avuto la meglio su Singapore per il Wcc. «Un buon viatico per l’Expo 2015 – sottolinea Giulio Occhini, direttore generale di Aica. Non a caso, il Comune di Milano inserisce il Wcc 2008 tra le manifestazioni internazionali che “avvicinano” e fanno da apripista all’evento del 2015». Il programma, molto denso, vedrà impegnati relatori di tutte le nazionalità e di tutti i campi (l’Ict è trasversale, come è noto), da alcuni ministri del nostro paese (Brunetta, Gelmini, Sacconi) al ministro dell’educazione indiano Purandeswari, a Viviane Reding e Antti Peltomaki della Ue, al presidente dell’Ifip Sebastian Von Solms, ad altri ancora (mancano, a dire il vero, premi Nobel). Questo per quel che riguarda il convegno di apertura (Golbalization in the digital scenario), e quello di chiusura (Towards an inclusive information society). In mezzo, 13 sessioni scientifiche su temi di attualità (sicurezza, intelligenza artificiale, informatica per gioco e apprendimento, interazione uomo-macchina, knowledge management, a altro ancora), 16 sessioni tematiche sull’uso che delle tecnologie fanno istituzioni, mondo scientifico e imprese per preservare beni culturali e ambiente, per ottimizzare la pratica dello sport e lo sviluppo del turismo e del sistema della moda. Ci saranno poi conferenze come “Donne e tecnologie” e “e-inclusion”, sul tema dell’alfabetizzazione informatica (per tutte le informazioni sul programma completo e le iscrizioni: www.wcc2008.org). La novità, a detta di Occhini, è che per la prima volta il confronto scientifico si integra con la testimonianza delle imprese (tra le altre, Telecom Italia, main partner dell’evento) e delle istituzioni che in Italia, in Europa e nel mondo spingono l’evoluzione verso la società digitale.

Via ¦ Sole24Ore


Accordo ENI-MIT: nasce oggi l’Eni Solar Frontiers Center

07/07/2008

Grazie ad un accordo firmato lo scorso febbraio tra ENI ed il MIT Energy Iniziative, è stato costituito oggi l’ENI Solar Frontiers Center, il centro multidisciplinare creato con lo scopo di promuovere e accelerare la ricerca nelle tecnologie solari di prossima generazione, tra cui le nanotecnologie, i materiali avanzati e la produzione di idrogeno attraverso l’energia solare. L’annuncio è stato dato questa mattina al Politecnico di Milano, alla presenza del Rettore dell’Ateneo, Giulio Ballio, del Direttore del MIT Energy Initiative, Professore Ernest Moniz, e dell’Amministratore Delegato di ENI, Paolo Scaroni. L’aspetto multidisciplinare sarà la connotazione rilevante dei programmi di ricerca: per questo motivo il SFC sarà diretto dal Professor Vladimir Bulovic, del Department of Electrical Engineering and Computer Science, e dal Professor Daniel Nocera, del Department of Chemistry. Il Centro sarà inoltre coadiuvato da un Direttore Esecutivo che garantirà i flussi di informazioni fra i ricercatori di ENI e del MIT. In occasione del convegno di oggi Paolo Scaroni ha anche annunciato che “l’ENI ha fatto una scommessa di 50 milioni di dollari insieme al MIT per lo sviluppo della ricerca sui nuovi materiali per il solare. Poiché occorrerà rimpiazzare il silicio con materiali che cattureranno i raggi solari in modo più efficiente e meno costoso. L’energia solare c’è ed è gratis: si tratta di raccoglierla e di renderla fruibile”. Arrivare a un solare meno costoso è dunque la scommessa dell’ENI, considerato soprattutto che allo stato attuale l’energia prodotta dal sole è pari allo 0,1% della produzione mondiale, soprattutto perchè il fotovoltaico costa tra le 5 e le 7 volte in più rispetto all’energia elettrica convenzionale. “Ma l’aumento del costo degli idrocarburi – ha concluso Scaroni – rende queste energie alternative più competitive rispetto al passato”.

Via ¦ Rinnovabili.it


TinyAlarm 1.3

07/07/2008

Se avete sempre bisogno di una sveglia a portata di click ,TinyAlarm è una piccola sveglia che si deposita sulla vostra barra dei menu e rimane sempre a portata di mouse.

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