Energia Nucleare: Bene o Male

Puntata #1: Il nucleare è economico?

L’Università Mit di Boston ha effettuato uno studio, che indica che il costo attuale di un kWh nucleare è di circa 6,7 centesimi di dollaro, contro i 4,2 del carbone e i 3,8 del gas naturale. 
Da uno studio effettuato dall’Università di Pisa emerge invece che il costo del nucleare è di 3 centesimi di dollaro al kWh, quindi più basso di tutte le altre fonti energetiche (rinnovabili e non rinnovabili). 
In linea di massima il costo del nucleare si suddivide nelle seguenti voci: 
- 53% costo di investimento 
- 28% costo del ciclo di combustibile (di cui circa il 6% dovuto all’acquisto dell’uranio vero e proprio) 
- 17% costo di esercizio e manutenzione 
- 2% costo dello smantellamento e recupero del sito

Un aspetto interessante che emerge da questi numeri è che l’uranio incide in maniera limitata sul costo finale dell’energia nucleare (solo il 6%). Questo significa che, anche un raddoppio del prezzo del combustibile, peraltro improbabile data la provenienza dello stesso da diverse parti del mondo (per lo più aree politicamente stabili, come Australia, Kazakistan e Canada), non inciderebbe in modo significativo sul prezzo dell’energia prodotta; pensate che una triplicazione del prezzo dell’uranio porterebbe il costo del kWh nucleare ad un aumento solo del 16%! Questa situazione è decisamente differente da quella del petrolio, il cui prezzo è in costante ed esorbitante crescita. Ormai ha superato la soglia dei 140$ al barile, e pensate che dieci anni fa eravamo a 12$ al barile! Fatto questo sicuramente molto penalizzante per il nostro Paese, poiché l’Italia dipende all’85% dalle importazioni dall’estero, e in media il prezzo dell’energia elettrica è ben più elevato rispetto alla media europea, proprio a causa di un eccessivo sbilanciamento verso i combustibili più costosi in assoluto e passibili di pericolosi rialzi (petrolio e gas naturale). L’uranio, invece, viene oggi estratto da giacimenti molto concentrati a 20 $/kg. Le riserve così accertate ammontano a circa 5 milioni di tonnellate (anche qui, c’è chi parla di 3 tonnellate e c’è chi parla di 10!); se si arrivasse ad estrarre uranio dal mare (dove ci sono 20 miliardi di tonnellate di uranio) potremmo arrivare a dei costi intorno ai 300 $/kg (si stanno facendo delle ricerche in questo senso in Giappone), ma anche in questo ipotetico caso pensate che il prezzo resterebbe paragonabile a quello delle fonti fossili.

Ultimo punto, ragioniamo sul costo al kWh delle fonti rinnovabili . Ecco qui a sopra lo studio commissionato da APER sui costi di generazione elettrica delle singole fonti rinnovabili. Ed ecco che emerge che tutte le fonti rinnovabili costano molto di più del nucleare (sia prendendo come base i dati del Mit sia quelli dell’Università di Pisa). Concludendo: gli studi danno dati discordanti, ma partono da presupposti e ipotesi differenti (quindi difficilmente comparabili). Entrambe le ricerche prese in considerazione indicano chiaramente che i calcoli sono plausibili, ma non effettivamente provati. Un’analisi precisa dei costi dovrebbe considerare molte variabili, tra cui il fattore temporale (non bisognerebbe considerare solo il presente ma anche i miglioramenti delle tecnologie future), oppure gli eventuali costi necessari per contenere entro limiti accettabili l’impatto ambientale di una fonte energetica. Nel mix dei costi dell’energia nucleare, l’uranio incide solo per una minima percentuale, il che significa che anche un forte aumento del costo della materia prima (per qualsiasi motivo geografico-politico) non provocherebbe un innalzamento significativo del costo finale dell’energia. …E ricordiamo che l’uranio è presente in aree politicamente stabili. Si sente spesso la frase che “per svilupparsi il nucleare ha bisogno di aiuti e sovvenzioni”. Vero. Ma attenzione, una frase del genere non significa che sia l’unica fonte di energia che necessiti di contributi statali. Dobbiamo infatti sottolineare che anche le opere eoliche e solari sono attualmente soggette a sovvenzioni dello stato. Ad oggi non esistono conti economici positivi, nè per il nucleare, nè per il solare, nè per l’eolico, a meno di contributi statali. Le fonti rinnovabili costano molto di più dell’energia nucleare. Certo, sono fonti rinnovabili, disponibili a tutti in grandi quantità, quindi devono assolutamente essere sviluppate e incentivate, ma, ad oggi, restano ancora quelle più costose, e non sarebbero in grado di sostituire le fonti fossili.

Via ¦ YesLife

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