08/07/2008
È stato presentato il 25 giugno agli sponsor e pubblicato alla fine della scorsa settimana il Rapporto Famiglie Italiane e Banda Larga dell’Osservatorio Banda Larga, comprensivo delle prime anticipazioni sull’andamento del mercato del broadband nel nostro paese nel corso del secondo trimestre dell’anno. Complessivamente si parla di 10,7 milioni di accessi, in crescita del 2% rispetto al primo trimestre dell’anno. L’incremento risulta più contenuto a causa da un lato del consolidamento delle crescite registrate nel corso dell’intero 2007 e dall’altro dell’avvicinarsi della soglia di saturazione in alcune zone. Per quanto riguarda la penetrazione nelle famiglie, al momento della stesura del rapporto la banda larga raggiungeva 8,7 milioni di nuclei, pari al 37% del totale, l’80% delle quali ha optato per una tariffa flat. Le motivazioni alla base di questa crescente adozione vanno ricercate in primis nella presenza di figli in famigli e, solo in seconda battuta, nel titolo di studio e nel reddito del capofamiglia. E-mail ed instant messaging risultano i servizi più utilizzati, seguiti dai servizi di informazione. Significativo è però anche l’incremento nell’utilizzo dei servizi di utilità come l’eBanking, utilizzati dal 47% delle famiglie. Interesse si registra anche nei confronti degli strumenti Web 2.0, anche se per il momento si parla più di fruizione passiva (consultazione) che creazione di contenuti. Interessanti anche i dati relativi agli accessi da terminali mobili (cellulari, connect card, ecc.), utilizzati da circa 2 milioni di famiglie in sostituzione o in aggiunta ai servizi a banda larga su rete fissa. In compenso, dei 14 milioni di famiglie ancora prive di accesso a banda larga, 11 non ha nemmeno un pc. Gli ostacoli a un incremento delle quote, in questi casi, vanno sì cercati nell’assenza di copertura, ma anche nella percezione di inutilità del servizio da parte di molti. Buone infine anche le crescite sul fronte Iptv, che oggi raggiunge 650mila utenti.
Via ¦ Sole24Ore
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Pubblicato da jacopofarina
08/07/2008
Premettiamo subito. Non c’e’ nulla di elettronico. Il Calciobalilla è sempre il Calciobalilla e soprattutto con l’estate è un gioco tradizionale sotto tutti gli aspetti che torna di moda anche per coloro che lo hanno snobbato durante l’inverno (manager, imprenditori, VIP, mamme, nonne, zii … e bambini). E’ talmente una tradizione, una certezza nel cuore degli italiani, che pensare di ridisegnare questo gioco e conferirgli un nuovo look sembra quasi impossibile. Eppure c’e’ qualcuno che ha osato tanto e – seppur ancora legati al tradizionale stile retrò – questa nuova proposta non è poi da escludere.
Via ¦ ICTBlog
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Pubblicato da jacopofarina
08/07/2008
Il segreto per catturare più energia dalle onde del mare è un serpente di gomma lungo 200 metri e largo 7 chiamato «Anaconda». Il sistema è stato ideato e realizzato in fase prototipale in Inghilterra. L’innovazione sta nel design (semplicissimo) e il materiale plastico, che rendono molto più economica rispetto a oggi la realizzazione e il mantenimento della struttura. La potenza teorica è di 1Mw, ovvero il consumo di energia elettrica di 2000 case. Come funziona? «Anaconda» è chiuso su entrambe le estremità e riempito d’acqua. Viene situato tra i 40 e i 100 metri sott’acqua, parallelo all’arrivo delle onde. Il loro arrivo crea un rigonfiamento all’interno del tubo. Questo percorre tutta la sua lunghezza, spinto dall’incedere dell’onda sull’esterno. Alla fine del suo percorso, il rigonfiamento trova una turbina in grado di produrre energia eletttrica. Il vantaggio sta nel materiale: i dispositivi attualmente utilizzati sono fatti soprattutto di metallo. Nel caso dell’Anaconda, invece, fatta di gomma, il capitale iniziale e i costi di manutenzione scendono. Il progetto è stato testato su piccola scala in laboratorio. L’Engineering and physical sciences research council (Epsrc), in collaborazione con gli inventori di «Anaconda» e lo sviluppatore(Checkmate SeaEnergy), finanzia l’università di Southampton, che ora sta programmando una sperimentazione su larga scala. L’energia delle onde. L’energia del mare per il momento ha cifre decisamente inferiori rispetto alle fonti rinnovabili più note, come il vento. Ma alcuni Paesi, prevalentemente quelli affacciati sull’oceano, iniziano ad investire. E’ il caso del Portogallo, dove da qualche mese, vicino a Porto, galleggiano tre serpenti marini rossi. Pesano 700 tonnellate ciascuno, per 142 metri di lunghezza e 3,5 metri di diametro. Il meccanismo è quindi simile a quello di «Anaconda», ma fatto di metallo: ci sono voluti mesi di lavoro e due anni per assemblarlo. La tecnologia è scozzese, del gruppo Ocean Power Delivery. L’investimento iniziale è stato di 8,2 milioni di euro, finanziato da Enersis, società portoghese controllata dalla spagnola Endesa, che a sua volta fa capo all’italiana Enel. Enersis investirà oltre un miliardo di euro in una serie di impianti, capaci di fornire elettricità a 450mila abitazioni. E l’Italia? Il nostro Paese ha mari meno mossi. Eppure nello specchio d’acqua tra Scilla e Cariddi dal 2001 lavora Kobold, la turbina che produce energia sfruttando le correnti marine dello Stretto nata da un’idea dell’armatore Elio Matacena. Kobold ha l’aspetto di una piattaforma galleggiante di circa 10 metri di diametro ed è dotata di una turbina ad asse verticale con tre grandi pale immerse in acqua, che ruotano grazie alla forza generata dalle correnti e che producono energia da trasferire sulla terraferma. La stessa tecnologia italiana verrà installata anche in Indonesia entro fine luglio, nell’isola di Lombok.
Via ¦ Sole24Ore
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Pubblicato da jacopofarina
08/07/2008
Dieci lanci per chiudere un’era. Partirà il 31 maggio 2010 l’ultimo viaggio nello spazio dello Space Shuttle, con 4 mesi di anticipo rispetto a quel 30 settembre che fu annunciato dallo stesso presidente degli Stati Uniti George Bush Jr. come termine del più popolare programma spaziale americano. Dei dieci ultimi lanci, il primo dei quali è previsto per ottobre, nove saranno dedicati al completamento e alla manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale (SSI) e uno alla messa a punto del telescopio orbitale Hubble, operativo da 18 anni e portato in orbita a 350km. d’altezza proprio da uno Shuttle.
Via ¦ Sole24Ore
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Pubblicato da jacopofarina
08/07/2008

Finalmente un motivo per differenziarsi dal concorrente. I punti d’accesso Wi-Fi di Telecom Italia potranno essere usati a tempo indeterminato e gratuitamente dagli utenti dell’iPhone 3G. E’ una buona notizia quella che, fino a poco fa, era lecito attendersi come normale aspettativa da parte degli utenti dell’imminente nuovo smartphone di Apple: l’iPhone 3G comperato da TIM potrà sfruttare liberamente e senza limiti gli hotspot Wi-Fi italiani. L’operatore italiano dominante ha attivi una serie di punti d’accesso wireless a Internet, propri o di
partner, che si chiamino Telecom Italia, TIM, Alice o quant’altro. Tutti saranno “aperti” all’iPhone 3G. Contrariamente a quanto ha scelto di fare
Vodafone (e non solo in Italia, Vodafone
Portogallo ci ha appena confermato che sia la Visual Voicemail che l’accesso agli hotspot non faranno parte dell’offerta), Telecom Italia lascerà sfruttare al meglio lo smartphone di Apple. Se i prezzi saranno uguali o simili, avrete un motivo in più per capire le differenze delle offerte dei due operatori.
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Pubblicato da jacopofarina
08/07/2008
Con l’iPhone di Vodafone Italia non sarà possibile accedere gratuitamente agli hotspot Wi-Fi che il gestore inglese ha dislocato lungo la nostra penisola. La maggior parte degli altri operatori di telefonia mobile che già commercializzano l’iPhone o lo faranno a partire dall’11 luglio, consente l’accesso illimitato ai propri punti d’accesso wirless o comunque offre un “monte ore” di navigazione gratuita.
Via ¦ Spidermac
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Pubblicato da jacopofarina