iPhone? No, CIPhone

16/07/2008

 

Ecco qui una panoramica su tutti i modelli che ad oggi tentano di fare il verso all’iPhone.
Il modello più simile di tutti all’originale è sicuramente il COOL T32I: possiede un display multi-touch da 3.2″, la possibilità di utilizzare 2 sim, una fotocamera da2Megapixel, la connettività Wi-Fi e bluetooth. Il suo costo? 212,90€.
Molto simile al T32I abbiamo il COOL 999, dove l’unica differenza sta nell’assenza della connettività Wi-Fi. Attenzione alla velocità del processore, dato che questo arriva a solamente 200Mhz, mentre l’iPhone originale tocca i 667Mhz. Il suo costo? 196,92€.
Una copia esteticamente perfetta all’iPhone è il CIPHONE. L’unico problema di questo prodotto sono le specifiche tecniche: non possiede il multi-touch, ha un sistema operativo proprietario e non molto funzionale, non possiede la connettività Wi-Fi e monta una batteria da soli 1000mAh. Il suo coto si aggira intorno ai 130€.
Se avete il bisogno di dover utilizzare 2 Sim Card contemporaneamente potete inevce acquistare il modello IPHONE A6. Possiede un display touchscreen da 3″, una fotocamera da 1.3 Megapixel e la connettività bluetooth. Il suo conto si aggira intorno ai 100€.

FreeRunner, l’iPhone open-source

16/07/2008

Si chiama FreeRunner ed è arrivato quasi in contemporanea con il tanto atteso iPhone. Come nel caso del dispositivo di casa Apple, non si tratta di un semplice cellulare, ma di un vero e proprio computer portatile con cui telefonare e navigare in piena libertà. Magari spendendo meno e utilizzando i programmi gratuiti messi a disposizione dalle comunità open-source. In quanto a caratteristiche tecniche, FreeRunner non ha niente da invidiare ai telefonini più sofisticati: supporta la rete 3G, il collegamento Wi-Fi e il GPS; il display è sensibile al tocco e abbastanza grande per navigare senza torturare gli occhi; la memoria può essere espansa a proprio piacimento attraverso le schede SD. Non ha le curve stilose dell’iPhone, ma il design è comunque accattivante anche per gli utenti più esigenti. Il tutto è offerto a un prezzo (320 euro) decisamente inferiore a quello del melafonino che, nella versione sbloccata, in Italia non costa meno di 500 euro. Il vero punto di forza di FreeRunner non è tanto il prezzo o le funzionalità di base, quanto la totale apertura che lo caratterizza. L’azienda produttrice non ha brevettato nessuna componente. Anzi, fin dall’inizio ha invitato sviluppatori e designer a modificarlo a proprio piacimento. E così, una volta acquistato il telefono, si può attingere a tutti i software gratuiti per cellulare realizzati dalle comunità open-source. Stesso discorso per il design: chiunque può prendere spunto dalle sue forme per creare nuovi dispositivi. Un approccio che si situa all’estremo opposto della filosofia Apple, che invece tende a blindare i propri prodotti ed evitare che vengano apportate modifiche da parte di terzi. Lanciato lo scorso 7 luglio, proprio in questi giorni FreeRunner sta arrivando nelle mani dei primi utenti. Non si trova ancora nei negozi, ma può essere ordinato solo online . Le impressioni sono positive, anche se c’è chi ha riscontrato difficoltà ad accedere alla rete 3G. L’elenco dei programmi non è ancora molto vasto (incomparabile, da questo punto di vista, con il gigantesco AppStore dell’iPhone), ma è questa una caratteristica di tutti i progetti open, che tendono a dare il meglio di sé nel lungo periodo. Per il momento, quindi, FreeRunner è consigliato soprattutto agli utenti più esperti, che hanno già familiarità con Linux e altri sistemi aperti. Ma se è vero, come sostiene l’istituto di ricerca Gartner, che nel 2013 la maggioranza dei telefonini utilizzerà software open, viene proprio da pensare che tra qualche anno in giro si vedranno molti più FreeRunner che iPhone.

Via ¦ Corriere.it


Negli Usa la prima città che va col vento

16/07/2008

Si chiama Rock Port la prima cittadina degli Stati Uniti, alimentata completamente a energia eolica. L’amena località situata nel bel mezzo delle pianure americane, tra Missouri e Mississippi, conta 1.300 abitanti circa, più o meno quelli che può ospitare un paesino italiano di montagna. Tutta l’energia dal vento – Nei campi poco distanti dal centro del paese sono state erette quattro turbine eoliche Suzlon, da 1,25 megawatt l’una, che forniranno energia per 16 gigawattora all’anno. In questo modo sarà possibile utilizzare il 100% di energia pulita per rifornire case, scuole, edifici pubblici e commerciali. Ma non solo: infatti il fabbisogno totale annuo della città si aggira intorno ai 13 gigawattora, mentre il rendimento delle turbine arriva fino a 16 gigawattora. I 3 gigawatt in avanzo verranno venduti ad un’azienda pubblica e utilizzati altrove. L’eolico sembra proprio un buon affare quindi, almeno in quest’area. Ne sono convinti anche i ricercatori nel campo delle energie rinnovabili dell’Università del Missouri. Ci sono già 75 pale eoliche distribuite nei dintorni di Rock Port e secondo gli specialisti, sole le tasse pagate dalla Wind Capital Group, società a capo della gestione delle wind farm in questa zona, produrranno più di un milione di dollari di introiti annui, che andranno a finire nelle casse della contea. Anche altre società produttrici di energia eolica si stanno indirizzando qui per la creazione di nuovi impianti: d’altronde, secondo una mappa pubblicata dal Dipartimento dell’Energia, il nord est dello stato del Missouri ha la più alta potenzialità in campo eolico dell’intero Paese, possedendo sia il vento che i luoghi adatti per l’impianto delle turbine. La coltivazione del futuro sarà quindi il vento, gli esperti ne sono certi: non inquina e i benefici vengono ridistribuiti su tutta la popolazione. L’affitto di un terreno per le pale eoliche ad esempio può andare dai 3mila ai 5mila dollari, un affare molto più redditizio di qualsiasi piantagione.

Via ¦ Corriere.it


MovieChapterize 2.9

16/07/2008

Inserisci titoli dei capitoli e didascalie nei tuoi video QuickTime con estrema semplicità.

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Senuti 0.50.2b8

16/07/2008

Avete un iPod e non riuscite a trasferire musica dal dispositivo ad iTunes? Con Senuti il problema é risolto.

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L’allarme del garante: “Rischio derive da YouTube e Social Network”

16/07/2008

 

Il Garante per la privacy Francesco Pizzetti nella Relazione Annuale al Parlamento mette in guardia dalle possibili insidie di Internet, puntando il dito sul rischio di derive che possono nascere soprattutto da YouTube e Social network; reti che si diffondono sempre di più e attraverso le quali si scambiano milioni di dati ma che i giovani usano con spensieratezza e inconsapevolezza. Un mondo che “è la frontiera più avanzata” della protezione dei dati personali. Il Garante ha sottolineato che insieme alle altre Autorità europee, monitora attentamente il continuo svilupparsi di nuovi servizi ed opportunità sulla rete. E se da un lato l’Authority promuove le innovazioni, come quelle promosse da Google, quali la localizzazione geo-satellitare, la detenzione in siti protetti dei dati sanitari degli utenti, l’archiviazione in siti dedicati di tutto il traffico mail degli utenti, dall’altro spiega: «Ne vediamo però anche le possibili derive». «Assistiamo – avverte il Garante – con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Network, quali, tra i tanti, Myspace, Facebook, Asmallworld, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete». E questa diffusione e scambio di dati «può determinare in futuro, specie nel momento dell’accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza». Di fronte a queste nuove sfide e criticità il garante sottolinea la necessità di indicazioni chiare: «Sentiamo il dovere di dare al più presto su tutte queste novità indicazioni chiare, anche per consentirne agli utenti un uso più attento e informato». E tra le insidie più temibili e non più solo futuribili, il Garante annovera il diffondersi della cosiddetta “pubblicità comportamentale”, che utilizza la navigazione in Internet per inviare pubblicità mirata sulla base di gusti, interessi e comportamenti personali; o il geomarketing che, sfruttando il controllo satellitare, è in grado di seguire spostamenti e offrire in ogni località i prodotti e i servizi preferiti. «È – conclude Pizzetti – il mondo affascinante e difficile in cui viviamo», “è il mondo del cybercrime”, “il mondo di una libertà virtuale senza confini”, “è il mondo della ipervelocità”, e «per l’Autorità di protezione dati è la frontiera più avanzata. Quella sulla quale dobbiamo trovare ogni giorno il giusto punto di equilibrio».

Via ¦ Corriere.it


Any table, ping-pong table

16/07/2008

Per i patiti del ping-pong un’idea originale e semplice che potrà allietare le vostre giornate.

Via ¦ Trendsnow


Fileai.com: inviare file via web tramite p2p

16/07/2008

Per inviare un file collegatevi al sito Fileai.com e cliccate su SendFiles, a questo punto scegliete il file da inviare cliccando sulla cartella blu che vi apparirà dopo il caricamento dell’applet Java. Una volta completato il caricamento vi sarà fornito un link url che dovrete inviare ai vostri amici per permettere il download del file. Visto l’utilizzo della tecnologia p2p, tutte e due gli utenti che usano il servizio, quello che invia e quello che riceve, devono lasciare il Browser aperto sul sito fileai.com uno nella pagina di fine caricamento, uno su quella di download. Il trasferimento dei file è veloce e immediato, sicuramente è da provare.

Via ¦ Geekissimo

SpotInside 1.0.1

16/07/2008

Spotlight ha aggiunto in Leopard la comodissima possibilità di ricercare velocemente il file finito chissà dove. Grazie a SpotInside ora potremo non solo cercare il documento sparito ma anche cercare una precisa parola al suo interno! Inoltre una comodissima Preview del documento ci faciliterà il compito.

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Munster: Italia terzo mercato per iPhone

16/07/2008

 

In un report diffuso ieri agli investitori, l’analista Gene Munster fa il punto sulle vendite di iPhone nel primo weekend di disponibilità, suddividendo il milione di dispositivi che Apple ha dichiarato di aver venduto per i vari mercati. Emerge così che l’Italia è il terzo mercato al mondo di iPhone con 88.000 unità vendute, dopo Stati Uniti (400mila) e Gran Bretagna (250mila). Da sottolineare che questi dati, secondo Munster, sono relativi ad unità vendute ai clienti (per quanto, magari, non ancora consegnati, ma comunque pagati) e non semplicemente immessi nei canali di vendita. Il dato fa decisamente impressione, tanto da suscitare qualche dubbio sulla sua veridicità, soprattutto alla luce delle critiche alle tariffe in abbonamento applicate dagli operatori italiani.

Via ¦ Melablog