Il nucleare è pericoloso?

17/07/2008

 

I rischi intrinsecamente legati alla tecnologia nucleare consistono nel pericolo di un attacco terroristico, nella possibilità di un incidente, e nella possibilità che gruppi terroristici si impossessino di materiale per crearearmi nucleari. Perchè è un dato di fatto che bastano pochi chilogrammi di uranio arricchito o di plutonio (contenuto nelle scorie) per costruire una bomba atomica. Per quanto riguarda gli attacchi terroristici: i reattori nucleari sono costruiti con uno strato di cemento di circa 2 metri di spessore che protegge il contenuto, sia dall’interno sia dall’esterno. E anche se un aereo si scontrasse con la centrale, non riuscirebbe a rompere lo strato esterno. Esistono al mondo molte altre strutture che sono molto più vulnerabili, come gli impianti di gas naturale e gli impianti chimici. L’Università di Pisa ha effettuato uno studio sull’eventuale impatto che potrebbe avere il dirottamento di un aereo di linea su un reattore, date un’occhiata alle conclusioni qui! Per quanto riguarda la possibilità di incidenti di una centrale nucleare, gli ingegneri nucleari affermano che, se sommiamo tutti i reattori costruiti, arriviamo a 24.000 anni di esperienza. E la generazione III+, che sarà disponibile nel 2012-2015, avrà un rischio teorico assolutamente irrisorio. Da uno studio dell’Università di Pisa, effettuato dal dipartimento di ingegneria meccanica nucleare e della produzione, leggo: “I reattori nucleari delle Generation III e III+ (per intenderci, i reattori EPR attualmente utilizzati in Francia) presentano delle caratteristiche innovative rispetto ai reattori della II generazione. L’obiettivo di questa tipologia di reattori è quella di 10 alla 8 anni-reattore senza incidenti, ovvero, in altri termini, un reattore costruito all’epoca dei dinosauri (ossia all’inizio del periodo Cretacico superiore) avrebbe avuto meno del 50% della probabilità di essere soggetto ad un guasto dalla sua “costruzione” fino ad ora.” Il rischio non sarà mai comunque pari a zero, come spiega Fortuna dell’Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare): “Da un punto di vista scientifico si può minimizzare il rischio, non eliminarlo. Questo vale per tutte le attività umane. Il processo nucleare è tra i più studiati in assoluto, usiamo modelli di calcolo con margini di incertezza inferiori al 3%. Analisi dei rischi così rigorose, gli impianti civili di tipo chimico e molte attività industriali se le sognano…” Se vi interessa approfondire i sistemi di sicurezza utilizzati nelle centrali nucleari, e come è strutturato un reattore, date una lettura allo Studio dell’Università di Pisa. Per quanto riguarda invece la possibilità che malintenzionati si impossessino di uranio arricchito o di plutonio ad oggi esistono 2 possibilità. Una consiste nell’aumentare i poteri dell’Iaea (International Atomic Energy Agency), imponendo a tutti i Paesi che avviano un programma nucleare di sottoporsi a controlli a sorpresa. L’altra richiederebbe di imporre una filiera del nucleare che esclude ogni recupero e riutilizzo delle scorie di combustione dell’uranio (come abbiamo spiegato nel capitolo “Il nucleare è pulito e non inquina”oggi le scorie vengono spesso riciclate), eliminando la possibilità di ricavarne il plutonio necessario per costruire le bombe. Ma questo significherebbe accumulare ancora più scorie radioattive con lungo periodo di decadimento e quindi aumentare la gravità del problema del loro stoccaggio. Mi sento di dire in generale che il problema, se lo rigiriamo, perde però di significatività. Ha senso bandire nel mondo tutto quello che in prospettiva potrebbe essere utilizzato in modo non corretto per scopi terroristici o comunque nocivi alla comunità? Proviamo a pensare ad una autobomba, fatta di pochi elementi, facilmente recuperabili… beh, sicuramente non è possibile eliminare a priori tutto ciò che in teoria potrebbe essere usato per far del male alle persone. L’Italia importa ad oggi grandi quantità di petrolio e di gas naturale da paesi ad alto rischio di instabilità politica (Algeria, Medio Oriente) ed una considerevole quantità di energia elettrica dalla Francia (dove viene prodotta per lo più utilizzando centrali nucleari). Perchè dovremmo limitarci di una risorsa energetica efficiente come l’uranio per la sua eventuale pericolosità, quando nel caso di un incidente (tra l’altro altamente remoto) in Francia, ne saremmo coinvolti anche noi?

Via ¦ YesLife


Star Wars TSG: i titoli dei tuoi video come la saga cinematografica

17/07/2008

Una delle saghe di cinematografia che ha maggiormente lasciato un segno nella storia è la Saga di Star Wars. Chi di voi non ricorda i famosi titoli di testa dei vari episodi della saga? Il primo era quello della 20th Fox, poi seguiva il logo di LucasFilm e poi i famosi titoli bianchi che raccontavano gli avvenimenti precedenti a quella “puntata”. Ecco quindi un programma che vi consente di replicare questi effetti. Il software per creare questi effetti si chiama Star Wars TSG, il programma a livello pratico è molto funzionale e stabile. Provare per credere! Un pratico tutorial (in inglese) a questa pagina.

Via ¦ Geekissimo

20 siti da cui inviare SMS gratis via Web

17/07/2008

 

Ecco qui un elenco di siti per poter inviare SMS gratis via web:

Vodafone: SMS gratis - Il servizio è riservato ai clienti Vodafone che possono inviare SMS gratis verso altri cellulari Vodafone.

SMS di Libero - Utilizzabile dagli utenti che si connettono a internet con Libero.

Tim.it - I clienti registrati Tim possono inviare 5 SMS al giorno verso i numeri Tim

Alice.it - Invia 10 SMS al giorno tramite il sito www.alice.it Richiede una connessione flat Alice Adsl

Enel.it - Registrandosi nel sito è possibile inviare 1 SMS al giorno per un massimo di 5 al mese.

Microsistemi.com - 10 SMS al giorno verso tutti gli operatori, 1 per destinatario, ogni 30 minuti. Occorre essere registrati al sito.

Jacksms.it - Messaggi gratuiti offerti da JackSMS.it Occorre essere registrati.

Tele2 SMS - Occorre essere registrati ed avere un numero sufficiente di pepite. Puoi inviare fino a 10 SMS al giorno, 70 SMS alla settimana e 300 SMS al mese.

SMS GRATIS djsuonerie.it - Ogni utente può inviare un messaggio al giorno

Intrage – Sms gratis - Invio sms riservato agli utenti del portale. Occorre registrazione

Supereva – SMS gratis - Invia messaggi sms disponibili gratuiti con Supereva. Occorre essere iscritto a Dada.net

Invia.it - Il servizio propone una demo da cui è possibile inviare 5 sms gratis.

Salvasms.it - Servizio per la ricezione di sms online

Eurosms.org - Con un sistemza di raccolta crediti consente l’invio di sms.

Lamiatariffa.it - Invio gratis di SMS

SMS.it - Consente a costi contenuti l’ invio di sms dal web.

Banca Centro Emilia - Invia fino a 100 messaggi sms gratuiti. Servizio a tutti i clienti della banca, titolari di almeno un conto corrente, che si registrano sul sito.

Tizio&Caio - Invia gratuitamente messaggi a tutti gli operatori mobili italiani. Occorre essere registrati e raggiungere dei requisiti minimi di attività.

Credito Cooperativo ravennate e imolese - 5 sms gratuiti al giorno verso tutti gli operatori. Servizio a tutti i clienti della banca, titolari di almeno un conto corrente, che si registrano sul sito

FreeSMS4Xmas! - Vuoi essere sicuro che alla mezzanotte del 24 dicembre
il tuo SMS di auguri arrivi contemporaneamente a tutti i tuoi amici? Grazie a FreeSMS4Xmas! potrai inviare gratuitamente il tuo SMS di auguri fino a 10 persone contemporaneamente. Segnalato da Selbrand

Freesms.giovani.it - Freesms è un servizio gratuito: ti permette di inviare smsda web a tutti i cellulari italiani.
Il servizio è gratuito e come tale non garantisce l’immediata recapitazione del messaggio. Fino a poco tempo fa era possibile utilizzare la personalizzazione del mittente registrandosi, funzione che probabilmente verrà rimplementata a breve.

Via ¦ Technorati


Alle Hawaii un passo avanti per il biodiesel

17/07/2008

Energia rinnovabile e tecnologia sostenibile. Si era già parlato di biodiesel derivato dalle alghe, che produce energia dieci volte superiore a quella prodotta da biodiesel proveniente dalle “tradizionali” colture. 
Il processo di produzione si sta muovendo su scala commerciale nelle Hawaii, con il progetto di installazione di un nuovo impianto a Maui. HR BioPetroleum, startup nel settore dei biodiesel, ha annunciato di aver firmato un accordo con Alexander & Baldwin, the Hawaiian Electric and Maui Electric Cos. per costruire un impianto che riutilizzi le emissioni di CO2 provenienti da uno stabilimento vicino. Per essere trasformate in biodiesel, infatti, le alghe hanno bisogno di un riprocessamento che vede l’utilizzo di CO2, luce solare e particolari nutrienti. Praticamente con questo nuovo stabilimento si attua un circolo virtuoso: in primis il riutilizzo di co2 emessa da altri impianti e, soprattutto, la produzione di biodiesel da alghe marine, che eviterebbe i grandi problemi che stanno attualmente verificandosi a causa delle colture per il biodiesel tradizionale.

Via ¦ YesLife


Murray T.25: 550kg per 51Cv

17/07/2008

Aumentano le indiscrezioni riguardo al progetto di utilitaria di Gordon Murray, chiamato T.25. Si tratta di un veicolo dalle dimensioni minime, appena 2,4 metri di lunghezza e deriva da un vecchio progetto di Murray datato 1993 e soltanto oggi portato a compimento. L’esordio del primo prototipo è previsto per Marzo 2009. Alcune indicazioni base del veicolo: il motore 3 cilindri turbo da 660 cc con cambio automatico da 51Cv dovrà spingere un veicolo di appena 550kg a vuoto, garantendo una accelerazione 0-100km/h in circa 10 secondi ed emissioni stimate in appena 78g/km di CO2. Secondo Murray la T25 utilizza il 25% di componenti in meno rispetto ad una vettura media, grazie all’attenta progettazione ed all’obiettivo di ridurre il peso al minimo indispensabile.

Via ¦ Autoblog


iRemove .DS_Store files 1.3

17/07/2008

Elimina per sempre i file di sistema .DS dai dispositivi esterni USB.

Download


Trova siti simili con similicio.us

17/07/2008

Quante volte vi è capitato di essere alla ricerca di un sito simile a… Ebbene, similicio.us fa proprio questo. Basta inserire un link e similicio.us cercherà siti simili. Per ogni risultato sarà possibile cercare altri simili, andando così avanti praticamente all’infinito. E’ un servizio che non cambierà la vita ma potrebbe essere una buona idea inserirlo nei propri bookmakrs…

Via ¦ Downloadblog


Ice-Istat: così il made in Italy sfida la crisi

17/07/2008

 

Nei primi quattro mesi del 2008 i dati complessivi del commercio estero italianomettono in evidenza una crescita delle esportazioni di merci pari all’8,7% nei valori correnti rispetto allo stesso quadrimestre di un anno prima. Nell’ambito dei 27 paesi dell’Unione europea, che incidono per il 60% sul totale dell’interscambio, l’aumento delle nostre vendite è del 5,8% nel corrispondente periodo, mentre con i paesi extra Ue la dinamica dell’export in valore ha toccato l’11,2% nei primi cinque mesi, risultando del tutto in linea a quella delleimportazioni (+11,2%), su cui ha pesato labolletta energetica, gonfiata dal caro petrolio e parzialmente contenuta dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro. Iconti economici nazionali del primo trimestre 2008 registrano, a loro volta, un limitato recupero delle esportazioni di beni e servizi a prezzi costanti, sia nei confronti del periodo precedente (+1,4%) che dello stesso trimestre del 2007 (+0,7% tendenziale). La recente revisione dei dati di contabilità nazionale e delle statistiche sul commercio estero, effettuata dall’Istat, indica una crescita delle esportazioni e delle importazioni italiane nell’ultimo decennio molto più pronunciata (circa il triplo per l’export, +38% contro il +13%) di quanto stimato in precedenza, rivelando una sorprendente tenuta della nostra industria sui mercati esteri, che sembra allontanarla dalle prospettive di declino. Nel 2007, in particolare, le esportazioni hanno fatto segnare un aumento in volume del 5%, superiore a quello medio della prima metà del decennio (2001-2005), ma inferiore di circa due punti alla dinamica della domanda mondiale. Le importazioni in volume sono, per contro, aumentate del 4,4%, con un’espansione che si è concentrata, così come per l’export, nei settori delle macchine e apparecchi meccanici, dei prodotti in metallo e deimezzi di trasporto, dove l’andamento della domanda internazionale è risultato più favorevole. Nei tradizionali comparti del made in Italy – quali tessile-abbigliamento e pelli, cuoio e calzature – la situazione è, invece, più difficile e i segni di affanno sono evidenti. Tra le aree di destinazione, l’aumento dell’export è stato molto sostenuto verso l’Europa orientale, la Russia, la Turchia, il Medio Oriente e la Cina. Le brillanti performance nei paesi emergenti hanno permesso all’Italia di recuperare quote di mercato sulle esportazioni mondiali, risalendo nel 2007 al 3,6%, con un guadagno di qualche decimo di punto rispetto al minimo del 2005. Deludente è, invece, l’andamento del made in Italy negli Stati Uniti, dove il calo delle vendite non è tuttavia una sorpresa, a causa della stagnazione della domandaamericana e del sensibile apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro. La frenata dell’export negli Usa e negli altri tradizionali mercati di sbocco dell’Unione europea non è così preoccupante (la dipendenza dal dollaro, per esempio, si va progressivamenteriducendo), ma non deve essere nemmeno sottovalutata, date le dimensioni dei flussi commerciali in queste aree geografiche. Nei nuovi mercati a rapida crescita della domanda, per contro, le esportazioni italiane in settori importanti, come la moda/lusso e lameccanica strumentale, hanno ormai conquistato un netto vantaggio competitivo, che fa da garanzia per un futuro in buona salute. La collaborazione tra Ice e Istat nell’ambito del Sistema statistico nazionale ha dato luogo, per il decimo anno a partire dal 1999, alla presentazione congiunta delle due principali pubblicazioni statistiche sul commercio estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane: L’Italia nell’economia internazionale-Rapporto Ice 2007-2008 e l’Annuario statistico del commercio estero e attività internazionali delle imprese Istat-Ice 2007. La base informativa così resa disponibile è, quindi, molto ampia e articolata, in grado di meglio soddisfare le esigenze conoscitive degli operatori pubblici e privati. Una più approfondita utilizzazione dei dati sugli scambi con l’estero delle merci e dei servizi e di quelli relativi agli investimenti diretti esteri consente, infatti, un’analisi puntuale del sistema produttivo e commerciale dell’azienda Italia nel contesto dell’integrazione europea e della globalizzazione dei mercati. Il Rapporto e l’Annuario rappresentano, in particolare, il principale strumento di informazione e analisi sul posizionamento competitivo dell’Italia nell’economia internazionale.

Via ¦ Sole24Ore