What Does The Internet Think?: cosa ne pensa Internet

What Does The Internet Think é un servizio che consente di scoprire cosa ne pensi Internet riguardo un determinato argomento. Il servizio provvede ad elaborare i risultati di Google, Yahoo, Bing e Twitter; é possibile visualizzarli singolarmente oppure tutti quanti insieme e farsi un’idea del pensiero circolante in rete.

via MakeUseOf

La sfida dei cellulari da supermarket: “La spesa si pagherà col telefonino”

A giugno gli operatori mobili virtuali hanno compiuto un anno di vita. Ma, a detta degli esperti del settore, non hanno ancora espresso al meglio le proprie potenzialità. Forse le vere novità arriveranno nei prossimi mesi. A settembre, alle fila di questi operatori (detti virtuali perché offrono servizi di telefonia mobile pur non avendo una rete) si aggiungerà Fastweb. Entrerà nel business del mobile (appoggiandosi alla rete di 3 Italia) facendo leva sulla propria infrastruttura di operatore fisso. Il punto chiave dell’offerta sarà quindi la convergenza tra rete fissa e mobile, nelle tariffe per chiamare e navigare in banda larga su Internet: “Permetteremo a tutti i componenti della famiglia di parlare gratis sia da mobile a mobile sia da fisso Fastweb a mobile”, annuncia Andrea Conte, direttore business unit consumer Fastweb. Lo scenario attuale è del resto assetato di novità, perché ad oggi i virtuali hanno potuto o voluto fare poco per distinguersi dagli operatori normali. Con la sola eccezione di Poste Mobile, che offre servizi per fare versamenti e pagare via cellulare (da maggio, anche bollettini e di telegrammi). Di conseguenza ora festeggia di aver raggiunto quota 370 mila utenti (a giugno). Le tariffe dei virtuali restano in parte una delusione, visto che all’estero questo tipo di operatori ha fama di ultra-low cost. I prezzi nostrani sono abbastanza economici, ma non in senso assoluto, come si vede dalle tabelle qui pubblicate. “Il problema è che la competizione è soffocata. I virtuali italiani sono soggetti a libertà vigilata. Gli accordi con operatori, di cui sfruttiamo la rete, ci danno margini di profitto e di manovra molto ridotti”, dice Francesco Pinelli, direttore area telefonia per Coop, che è stato il primo operatore virtuale ad arrivare in Italia. Coop così chiede all’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) norme a tutela dei virtuali: per esempio per guadagnare anche dal traffico entrante (come fanno gli operatori normali, con le tariffe di terminazione). “Abbiamo appena deciso di proseguire con l’analisi del mercato della telefonia mobile, per scoprire se c’è davvero spazio per la concorrenza dei virtuali”, spiegano da Agcom. “Se scopriremo di no, imporremo agli operatori mobili regole nei confronti dei virtuali. In autunno, la decisione”. Coop intanto va avanti con piani ambiziosi: “Entro fine anno – continua Pinelli – lanceremo tariffe scontate per le chiamate tra membri della famiglia e per il mercato etnico; agli immigrati daremo anche servizi per trasferire denaro all’estero, via cellulare”. “Tra un anno e mezzo, inoltre, offriremo ai clienti cellulari speciali, con cui potranno pagare la spesa: passandoli vicino ai prodotti, come uno scanner”. Nel frattempo, Auchan, Conad, Carrefour e Coop hanno avviato una strategia comune: regalano traffico telefonico ai clienti dei loro punti vendita. Auchan associa bonus all’acquisto di determinati prodotti. Conad e Coop, invece, permettono di convertire i punti della carta fedeltà in traffico gratuito. Carrefour fa scattare il bonus ogni tot di euro spesi nei supermercati. Coop, inoltre, a partire da 350 punti raggiunti sulla tessera, applica per uno o più mesi una tariffa più economica. In questo modo, le quattro catene hanno deciso di sfruttare la telefonia mobile, da cui ricavano poco profitto, almeno per rafforzare il proprio business principale.

Via ¦ Repubblica.it

OpenPuzzle: il puzzle gigante formato da tutti gli utenti

Un sito sta creando un enorme puzzle a livello mondiale costruito con le immagini degli utenti aderenti all’iniziativa: OpenPuzzle. Il funzionamento di OpenPuzzle è elementare, vi basterà caricare la vostra foto che vi ritrae in volto, ed il gioco è fatto. Si tratta di una vera e propria rete sociale che si sta espandendo giorno dopo giorno smisuratamente, inoltre il sito permette di far interagire tra loro gli utenti aderenti. 1377 persone hanno già aderito, provenienti da 38 paesi, che aspetti?

Via ¦ Techissimo

Babajob e Babalife: incontro fra domanda ed offerta nel mondo del lavoro

Cito (traducendo) testo tratto dal sito babajob.com: “Babajob.com e Babalife.com sono uno sforzo combinato per fornire migliori posti di lavoro e per favorire la creazione di reti sociali in India ma anche in tutto il mondo. Esso è basata sulla semplice idea che ognuno merita di ottenere un lavoro migliore. La maggior parte delle persone trova posti di lavoro attraverso le persone che sanno (la classica raccomandazione) grazie alla loro rete sociale mentre la maggior parte dei datori di lavoro – in particolare quando l’assunzione di una persona prevede che essa lavori in casa di altri – vorrebbe assumere una persona di cui si fida o che comunque qualcuno garantisca per lui. Babajob e Babalife sono un tentativo di digitalizzare questo processo in modo efficiente per ottenere un colloquio peronale e per fornire un importante incentivo tra un datore di lavoro e un futuro dipendente”. Questo é un servizio purtroppo attivo solamente nella parte meridionale dell’India. Sono previsti diversi incentivi nel caso un’assunzione vada a buon fine; il datore di lavoro che assume una persona viene risarcita in toto o in parte delle spese sostenute.
Un ultimo commento personale: ho ritenuto importante questo post poiché la realtà lavorativa per noi futuri dipendenti non si prospetta limpidissima… Anche se questo é un servizio operativo solo in India, ritengo sia un inizio.