Karaoke Party: tira fuori il cantante che é in te!

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Karaoke Party é un servizio che consente di cimentarsi in una sfida di karaoke. Il servizio é gratuito e non richiede registrazione: tutto ciò che occorre é un microfono e una discreta voce (se volete vincere…). E’ possibile scegliere fra tantissimi brani differenti; molto comoda la visualizzazione a tutto schermo. Un divertente passatempo per una serata in compagnia degli amici.

immagine-427immagine-614via Go2Web20

Poker, la macchina batte l’uomo. Il software può bluffare

E’ nato nel 1991 ed ha sconfitto alcuni tra i migliori giocatori di Poker al mondo. Basterebbe questo per renderlo famoso, ma la sua vera particolarità è un’altra: Polaris 2.0 è un computer. La sua impresa si è compiuta durante il Gaming Life Expo delle World Series of Poker, nella capitale mondiale del gioco d’azzardo, Las Vegas. 

Gli avversari. Nato nei laboratori dell’Università di Alberta, in Canada, Polaris 2.0 se la è dovuta vedere con sei giocatori professionisti del sito Stoxpoker. Nick Grudzien, Kyle Hendon, Rich McRoberts, Victor Acosta, Mark Newhouse, IJay Palansky e Matt Hawrilenko, questi i nomi dei sei, hanno dovuto affrontare un avversario insolito per i loro standard. Niente occhiali da sole o cappuccio in testa per lui, ma solo qualche luce lampeggiante che difficilmente poteva manifestare un dubbio o svelare un bluff. 

Il match. Le partite sono state giocate con alcune limitazioni, che hanno permesso di ridurre al minimo la variante della fortuna. Polaris 2.0 ha giocato separatamente con ognuno dei sei avversari in una variante del Texas Hold’em chiamata “Duplicate limit Hold’em”. Le regole prevedono appunto partite duplicate: le carte servite al computer in una sessione sono uguali a quelle servite all’uomo in un’altra sessione, ed anche le carte comuni, tipiche della variante del Texas, sono le stesse (un po’ come succede nei tornei di bridge). Per ridurre le variabili anche i bui e le giocate massime sono stati limitati rispettivamente a 1000 e 2000 dollari. Alla fine di ogni sessione, composta da cinquecento mani, le due partite simultanee venivano confrontate per determinare chi tra umani e computer aveva vinto di più. 

 
Il risultato. L’esito finale non ha lasciato dubbi: Polaris ha vinto tre partite, ne ha perse due e ne ha pareggiata una. Un trionfo che ha fatto esaltare il gruppo di ricercatori responsabili del progetto, che promettono di continuare nel loro lavoro per poter sconfiggere l’uomo anche senza tutte le limitazioni del Duplicate Poker. 

La rivincita. Ma oltre alla vittoria, la soddisfazione principale per Polaris 2.0 è il sapore della rivincita. Solo l’anno scorso la macchina dell’università di Alberta, in versione 1.0, era stata sconfitta in una serie di partite da due campioni del calibro di Phil Laak e Ali Eslami. Una batosta che, come si è visto, non ha abbattuto i ricercatori canadesi. 

Il progetto. Lo sviluppo di Polaris è iniziato nel 1991. Non si tratta di un “fenomeno da baraccone” capace di sbancare i Casino, ma di un progetto volto ad emulare le associazioni mentali umane non necessariamente logiche. L’applicazione sul tavolo verde è stata decisa proprio per le caratteristiche del Poker: un gioco che combina il calcolo statistico alle intuizioni personali e che, a differenza degli scacchi, non permette ai giocatori di avere tutte le informazioni a disposizione, costringendoli così ad affidarsi al caso. 

I precedenti. Polaris 2.0 adesso potrà ufficialmente entrare nel gotha delle macchine più famose del mondo. A fargli compagnia c’è ovviamente Deep Blue, il computer protagonista delle sfide a scacchi contro il campione del mondo Kasparov negli anni novanta. Anche lui la prima volta venne sconfitto, ed anche lui si prese la rivincita. I campioni, di carne o di circuiti, sanno sempre rialzarsi.

Via ¦ Repubblica.it

La sfida dei cellulari da supermarket: “La spesa si pagherà col telefonino”

A giugno gli operatori mobili virtuali hanno compiuto un anno di vita. Ma, a detta degli esperti del settore, non hanno ancora espresso al meglio le proprie potenzialità. Forse le vere novità arriveranno nei prossimi mesi. A settembre, alle fila di questi operatori (detti virtuali perché offrono servizi di telefonia mobile pur non avendo una rete) si aggiungerà Fastweb. Entrerà nel business del mobile (appoggiandosi alla rete di 3 Italia) facendo leva sulla propria infrastruttura di operatore fisso. Il punto chiave dell’offerta sarà quindi la convergenza tra rete fissa e mobile, nelle tariffe per chiamare e navigare in banda larga su Internet: “Permetteremo a tutti i componenti della famiglia di parlare gratis sia da mobile a mobile sia da fisso Fastweb a mobile”, annuncia Andrea Conte, direttore business unit consumer Fastweb. Lo scenario attuale è del resto assetato di novità, perché ad oggi i virtuali hanno potuto o voluto fare poco per distinguersi dagli operatori normali. Con la sola eccezione di Poste Mobile, che offre servizi per fare versamenti e pagare via cellulare (da maggio, anche bollettini e di telegrammi). Di conseguenza ora festeggia di aver raggiunto quota 370 mila utenti (a giugno). Le tariffe dei virtuali restano in parte una delusione, visto che all’estero questo tipo di operatori ha fama di ultra-low cost. I prezzi nostrani sono abbastanza economici, ma non in senso assoluto, come si vede dalle tabelle qui pubblicate. “Il problema è che la competizione è soffocata. I virtuali italiani sono soggetti a libertà vigilata. Gli accordi con operatori, di cui sfruttiamo la rete, ci danno margini di profitto e di manovra molto ridotti”, dice Francesco Pinelli, direttore area telefonia per Coop, che è stato il primo operatore virtuale ad arrivare in Italia. Coop così chiede all’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) norme a tutela dei virtuali: per esempio per guadagnare anche dal traffico entrante (come fanno gli operatori normali, con le tariffe di terminazione). “Abbiamo appena deciso di proseguire con l’analisi del mercato della telefonia mobile, per scoprire se c’è davvero spazio per la concorrenza dei virtuali”, spiegano da Agcom. “Se scopriremo di no, imporremo agli operatori mobili regole nei confronti dei virtuali. In autunno, la decisione”. Coop intanto va avanti con piani ambiziosi: “Entro fine anno – continua Pinelli – lanceremo tariffe scontate per le chiamate tra membri della famiglia e per il mercato etnico; agli immigrati daremo anche servizi per trasferire denaro all’estero, via cellulare”. “Tra un anno e mezzo, inoltre, offriremo ai clienti cellulari speciali, con cui potranno pagare la spesa: passandoli vicino ai prodotti, come uno scanner”. Nel frattempo, Auchan, Conad, Carrefour e Coop hanno avviato una strategia comune: regalano traffico telefonico ai clienti dei loro punti vendita. Auchan associa bonus all’acquisto di determinati prodotti. Conad e Coop, invece, permettono di convertire i punti della carta fedeltà in traffico gratuito. Carrefour fa scattare il bonus ogni tot di euro spesi nei supermercati. Coop, inoltre, a partire da 350 punti raggiunti sulla tessera, applica per uno o più mesi una tariffa più economica. In questo modo, le quattro catene hanno deciso di sfruttare la telefonia mobile, da cui ricavano poco profitto, almeno per rafforzare il proprio business principale.

Via ¦ Repubblica.it