Nuove opportunità di gioco online

Sono passati oltre quattro mesi da quando il Presidente della Repubblica Napolitano ha firmato il DL 98 che con il suo articolo 24 rendeva effettivo ed aggiornava il precedente del 3 febbraio riguardante i giochi d’azzardo ed i casino online.
Con esso si regola un settore molto delicato ed oggi come oggi l’Italia può fregiarsi del titolo di possedere la legislazione più completa e a tutela dei consumatori. Gli stessi Stati Uniti che ne hanno una molto fiscale hanno guardato con ammirazione alla nostra.
Tra le varie cose, è stata data molta importanza alla sicurezza e affidabilità delle piattaforme imponendo regole ferree ai vari concessionari autorizzati AAMS. E’ stato difatti fornito un termine perentorio di tre mesi entro i quali tutti siti che offrono scommesse e giochi d’azzardo online hanno dovuto adeguarsi alla nuova normativa vigente. Per rispettarla i concessionari hanno dovuto far certificare i propri siti e piattaforme da aziende specializzate a livello mondiale ed hanno dovuto introdurre i nuovi strumenti di autocontrollo per i giocatori. Questi ultimi adesso devono fissare un limite mensile o settimanale. Detto limite non può essere superato; naturalmente sarà possibile cambiarlo, ma se nel caso il giocatore lo volesse alzare dovrebbe essere prima approvato con tempi non velocissimi, impedendo così scelte precipitose, comandate dalla voglia di rifarsi.
Ma se da un lato sono stati imposti, giustamente, limiti e regole, dall’altro, proprio grazie alla presenza di più regole e sicurezza, sono stati liberalizzati molti più giochi. Molto famoso è il poker cash game, ma da qualche mese si può anche giocare al blackjack online, alle slot machine, alla roulette, continuando con i dadi, o lo chemin.
Il connubio tra sicurezza e maggiore varieta’ di giochi voluto dal decreto offre, quindi, molte altre opportunità di svago nella rete, garantisce affidabilità a tanti giocatori e aiuta la crescita sia dell’industria del gioco legale sia della confidenza con gli strumenti informatici in un Paese, come il nostro, spesso un po’ troppo restio alle novità tecnologiche.

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